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Il notevole incremento dell’utilizzo di un modello paritetico di affidamento dei figli

Si segnala il decreto n. 5733/2018 emesso dal Tribunale di Civitavecchia per il fatto che nessuno dei soggetti che ha partecipato alla vicenda ha messo in dubbio il principio delle pari opportunità – anche temporali – quale diritto indisponibile dei figli in regime di affidamento condiviso. Il magistrato che ha emesso il sopra menzionato provvedimento, invero, ha ritenenuto che l’alternanza settimanale dei genitori nella gestione della figlia, affidata ad entrambi in maniera condivisa, avrebbe  costretto la medesima ad alzarsi troppo presto alcune volte e le avrebbe creato difficoltà a praticare le consolidate attività sportive. Per tale ragione ha optato per un modello di affidamento, da lui stesso ideato, con l’intenzione di conservare gli equilibri nella frequentazione, pur risolvendo in toto i problemi della bimba. In sostanza, nel periodo scolastico si fanno trascorrere presso il padre tutte le giornate di scuola e presso la madre tutti i fine settimana – dal venerdì pomeriggio alla domenica sera – compensando lo squilibrio nel periodo estivo, quando la ragazzina starà con il padre solo 25 giorni e tutto il resto del tempo con la madre. Non è uno schema rigorosamente paritetico, ma è il più vicino alla pariteticità, compatibilmente con la particolare situazione. Dopo una decina di anni di schiacciante predominio del modello monogenitoriale realizzato attraverso l’invenzione del “genitore collocatario”, il sistema legale è stato investito da una forte pressione volta ad ottenere formule di affidamento realmente condiviso che paiono in corso di progressiva affermazione.

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