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la Cassazione non dà l’ergastolo all’uomo che uccise il figlio nel 2013: era adottivo.

Per il Codice Penale resta la distinzione di status tra figli adottivi e “legittimi”. Infatti, non esistendo tra assassino e vittima un rapporto di consanguineità, è esclusa l’aggravante specifica consistente nel carcere a vita. La Corte d’assise quantificherà ora una pena minima di 16 anni per l’assassino di Udine. “Sulla disparità ancora presente tra figli naturali e adottati dovrà eventualmente pronunciarsi la Corte Costituzionale: fino a che la legislazione vigente è questa è doveroso che i tribunali la applichino” ha detto l’avvocato Mete. “In Cassazione c’è stata unità di vedute – ha concluso – tanto che lo ha riconosciuto anche la Procura generale, che ha chiesto l’accoglimento di queste nostre istanze”. Nessun commento dalle parti civili che si erano costituite nel processo per l’omicidio del ragazzo e che hanno riferito di attendere le motivazioni della Suprema Corte.